La pratica della Meditazione è la “Coltivazione” delle facoltà superiori per la comprensione profonda delle verità spirituali.
Il percorso spirituale è molto intricato, pieno di impedimenti e di ostacoli, pertanto senza la guida di un vero Maestro che lo ha già attraversato e né ha superato le prove si rischia di rimanere feriti.
Per un efficace Meditazione l’unica regola è seguire le semplici istruzioni!
Ogni Meditazione ha un effetto purificante, in quanto irrobustisce la connessione con l’Anima Superiore o Spirito, in questo modo attraverso una graduale purificazione viene velocizzata l’evoluzione del meditante.
Le persone sono spesso costipate a livello fisico, energetico, psichico e spirituale, per questo prima di approcciare alla Meditazione dovrebbero praticare un’attività fisica come lo Yoga, il Tai Chi o qualsiasi altra ginnastica, alimentarsi in maniera appropriata, migliorare il loro stato energetico, ma soprattutto purificarsi
dal quel “rumore interiore” creato da emozioni e pensieri sregolati che impediscono al praticante di comprendere chi è realmente.
Le emozioni e i pensieri infatti creano come un “velo” che ottenebra quello che la persona sta osservando proprio come se indossasse degli occhiali scuri che gli impediscono quindi di pensare con lucidità.
Coloro che approcciano alla Meditazione inoltre non dovrebbero avere né aspettative né obiettivi, altrimenti non faranno altro che meditare su questi e non ricercare la Verità Suprema.
Nella Meditazione si può sperimentare l’espansione di coscienza detta anche “espansione della Luce”.
Terminata la Meditazione non è mai consigliato raccontare le proprie esperienze interiori, in quanto come si può definire qualcosa che ancora non si conosce e per cui nessun termine è abbastanza appropriato?
Per questo chi sviluppa la capacità di viaggiare nel mondo interiore tace, in quanto l’unico vero modo per entrare in questo spazio di coscienza è il Silenzio e la Calma.
Il mondo interiore c’è sempre, ma quanto se ne riesca a farne esperienza dipende solo dal praticante.
Se esiste uno scopo della Meditazione è il sevizio: il vero meditante e la persona “rajasica” che fa la differenza nel mondo.
Prima di arrivare allo stato Meditativo ultimo o “Samādhi”, bisogna raggiungere lo stato di “Dhyāna”, ovvero essere in grado di praticare la consapevolezza prolungata che permette di ricordare le esperienze interiori. Raggiunto lo stato di “Dhyāna” si sarà in grado di ascoltare la voce del Maestro Interiore ovvero la vostra Anima Superiore e solo in quel momento giungendo all’illuminazione “Samādhi” diverrete
consapevoli della vostra natura Buddha o Cristica.